Inside – Aquila Trento racconta Ezio Nones


Barone Trentini. Peggior posizione in classifica. Meno punti. Meno capelli, se possibile. Meno bello e meno affascinante. Intendiamoci, questa visione è frutto del confronto e della relatività. A proposito, duro il confronto. Forse stimolante. Sicuramente difficile. Così simili e così diversi. L’autorità si conquista, non si impone. Ma oggi fra le righe di Inside – Aquila Trento abbiamo un personaggio speciale. Una bocca disegnata su un volto delicato. Ospite a sorpresa: Ezio Nones. Difficile spiegare il suo lavoro. Ufficio Archivio e Protocollo del Comune di Trento. Tradotto, non combina un cazzo dalla mattina alla sera. Lui, perchè i suoi colleghi sono sempre indaffarati, mentre per bere un caffè con il Mister aquilotto non si trova mai coda. Altro argomento. Vita calcistica. Oltre Terlago un’esistenza pallonara divisa fra Ara Aquila prima, Orione Aquila in mezzo e Aquila Trento infine. Tante forme per un’unica anima. Le cronache narrano di una sola espulsione in carriera: per proteste a Molveno. Miserie. Meglio quindi parlare d’altro. Nato il 13 gennaio 1958 in un maso, il piccolo Ezio cresce fra la Val di Cembra e Cadine. Periferia, ma la città e le sue vicende non sono poi così distanti. Anzi l’intreccio è ardito. Come un assorbente Ezio si impregna del 1968. Poeta. Un Bazzanella ante-litteram. Arrivano gli anni di lotte, cambiamenti, proteste e terrorismo. Anni di Piombo. Alcuni trasportavano il piombo perfino nel sangue. Il piccolo Ezio vive infatti la Trento delle prime grandi industrie. Sloi. Carbonchimica. Ferriera. Italcementi. Laverda. Michelin. Cose che Menapace non era ancora fra i pensieri di chi si sarebbe impegnato poi tanto. Con scarso risultato, purtroppo. Ezio Nones rispecchia la sua epoca. Sfoggia Eskimo e capelli lunghi (tempi lontani). Contestatore e conquistatore. Si dipinge però timido, un bravo ragazzo che ama gironzolare solitario per le montagne, abbordare (leggermente) alticcio alcune imbarcazioni per festeggiare la vittoria in campionato da capitano del suo Trilacum nel 1982 e incollare fra loro pagine di giornali patinati. Una volta funzionava così. Forgiato ai tempi di Macondo fra hashish e discussioni. Ezio Nones. Scrittore, poeta e avanguardista. Non è raro sentirlo decantare poemi e versi. Autore del best-seller “Lungo il torrente Vela: un percorso fotografico e documentario”, collabora assiduamente con il Gruppo “La Regola” di Cadine, un’associazione che ama disquisire sulle vicende locali e su come riportare il Mago di casa sulla panchina dell’Aquila Trento senza spargimento di sangue e alle fermate dell’autobus con i suoi ricercatissimi e apprezzati scritti. Tempo scaduto. Ezio Nones, in tempi più recenti Mary, si alza urla il suo grido di battaglia op ooop dai che nem, mi offre un caffè e ritorna a fissare il vuoto.

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