Pagelle Aquila Trento – Isera 5-0

Continua la collaborazione fra due personaggi dagli innumerevoli lati oscuri.

Pelz s.v. – domenica di relax per Belz, c’è più movimento nel talamo nuziale di Mister Nones che nell’area biancazzurra, ed è tutto dire; a proposito di Talamo, l’estremo aquilotto si diletta con gran spasso nella radiocronaca di Virtus Trento – Anaune, nella ripresa ingaggia perfino dei messaggeri che lo aggiornano live sulla finale di Wimbledon in corso nell’adiacente campo. MANITA

Fiumara 6.5 – gioca tosto e concentrato, finge un crampo per organizzare il compleanno al Bici Grill, esperienza. Si presenta al Trentinello impersonando Emis Killa, e fin qui la norma, meno usuale il fatto che per gli oltre 80 minuti di presenza in campo non abbia operato una delle sue classiche amputazioni senza anestesia a carico degli avversari, forse intenerito dalla loro pochezza. CUORE DI PANNA

Valandro 6 – tamarro come un impaccato ad un rave calcia più lungo che può qualsiasi cosa si muova, finito il compitino mette la maglietta scollata di Zara e sfreccia su una C2 rubata a Genny a Carogna con la fidanzatina ad una puntata di Uomini e Donne. GIANNI SPERTI

Dondi il Vecchio 7 – nonostante abbia collezionato più primavere di Matusalemme dopo cinque minuti spara sicuro verso la porta avversaria un missile a giro che buca un portiere meno mobile della cassapanca di rovere che ho in cantina. Perde l’apparecchio acustico nell’esultanza e passa il resto della partita a ricordare la Guerra di Abissinia. AMPLIFON

Tamanini 6+ – decide di marcare il 9 avversario anche quando va a buttare l’immondizia ma trova il tempo per alcune giocate sopraffine, nonostante gli evidenti problemi con i tombini indossati ai piedi per festeggiare la prima di campionato. E’ talmente vintage che gioca col 5 romano sulla schiena. NEOCLASSICO

Agostini 6.5 – era dai tempi di Stig Tøfting al Bolton che non si vedeva un centrocampista del genere. Più macchinoso di Mazinga Z, alza la testa in tutto mezza volta ed accecato dalla luce ruba i Ray Ban specchiati a Valandro. Porta quantomeno quantità, ma tollera il caldo come Rosa Bazzi tollerava i vicini di casa, nel secondo tempo si scioglie come Raffaella Fico di fronte al 500 viola. SOLO CALIPPO

Franzoi 7 – a parte che canna di un’ora la convocazione, il futuro ingegnere (o più probabilmente fruttivendolo) Franzoi corre sull’esterno più veloce di Mennea per tutto il primo tempo, il problema è che nel secondo raggiunge lo stesso Mennea sotto 2 metri di terra in una cassa zincata. OGNISSANTI

Nardelli 7 – dopo un’estate polare ha ancora il coraggio di essere più nero di Muntari, quando il Mago di Cadine gli affianca di nuovo Agostini studia il finlandese perché le bestemmie in italiano son finite, con avversari del genere è già tanto che non stenda la sdraio sulla trequarti per prendere il sole, troppo superiore riesce a fare un gol e un assist giocando solo di malleolo. STINCO DI SANTO

Valentini 8 – esulta come Nibali sul Tourmalet e costringerà i compagni a sopportarne i boriosi atteggiamenti per una settimana, non si rende conto che la difesa avversaria schierava da destra a sinistra: l’ultimo vincitore dello Zecchino d’Oro, Dodò dell’Albero Azzurro, il bambino dei cioccolatini Kinder e Cristina D’Avena. Prende il palo frantumandosi la rotula per fare un gol che vale meno dello spareggio tra la 5° e la 6° del campionato qatariota per accedere alla Coppa delle Fiere asiatica. SPROVVEDUTO

Facchinelli 6.5 – partita a due facce per il capitano, che nel primo tempo piazza allunghi violenti almeno quanto le scariche di diarrea provocategli dalla cena a base di cozze consumata la notte prima con bomber Dalfovo; nella ripresa la suddetta cacarella prende il sopravvento e il Conte Max si rifugia nelle latrine del Trentinello per una mezz’ora buona. IMODIUM

Bisignin 6 – l’agghiacciante camicia sfoggiata in attesa di ricevere la muta ufficiale (la taglia “Umpa Lumpa” richiede lunghi tempi di confezionamento) è solo il preludio della prestazione offerta in campo. Non segnerebbe neanche contro l’Atletico Van Goof, il controllo di palla glielo fa solo l’andrologo durante la visita annuale, con un peso complessivo di 42 chili è stato tesserato perché scambiato per un deltoide di Talevi, ma tutto ciò è nulla al cospetto dell’imperdonabile leggerezza di portare la morosa al campo: se ne prevede lo scempio entro il turno infrasettimanale. CRUEL INTENTIONS

Diop 5 – entra mollo (sono comunque 25 centimetri di piacere) e fallisce almeno 3 facili occasioni, soprattutto per uno col suo curriculum. Professa calma schifando l’avversario di giornata, tanto sul 4 a 0 di lui non c’è bisogno; passa gli ultimi 10 minuti di partita a pensare ad una scusa valida per quando non segnerà col Rovereto. NOBLESSE NON OBLIGE

Talevi 6.5 – figlio illegittimo di Varenne, al test antidoping fa registrare un ematocrito più denso della confetture Santa Rosa, spinge per entrare in campo a petto nudo cosparso d’olio, ma il regolamento ne castra le adamitiche velleità. Trova per caso un assist mentre solleva un bilanciere da 80 chili alla panca inclinata. AMMINOACIDI

Mantovani 6.5+ – acquistato ad Agosto come seconda punta, ci mette 25 secondi a smascherarsi. Miglior passaggio dato ad un cingalese diretto a Zambana tirato su in Via Maccani la Primavera scorsa, di stop neanche a parlarne, al massimo la precedenza. Il parrucchiere non gli ferma bene il ciuffo ed accecato pone fine alla vita di un malcapitato meritandosi il giallo. GIANNICHEDDA

Mister Nones 4 – disteso come un sirenetto sulla panchina fa più ribrezzo di un porno con Vanna Marchi e Jimmy Ghione, incita a caso la squadra infondendo confusione e malcontento, di lui ha detto Ancelotti: “Nones? Se lui allena Gattuso può laurearsi.” SPETTATORE NON PAGANTE

Parlato 7 – motivatore come pochi altri al mondo, con lo spettro di diventare come lui la rosa non è mai stata più presente all’allenamento di così, si presenta a sorpresa in discreta forma, fortuna sua non è accompagnato dalle analisi del sangue che rivelerebbero una glicemia da Galeazzi e un quantitativo di trigliceridi illegale anche per un commesso del McDonald’s. MC BACON

Patron 6- – da un esperto stratega come lui ci si aspettava un’analisi più realistica dell’avversario, dopo le parole spese in settimana i suoi erano convinti di incontrare una versione restaurata in blue-ray del Brasile del ’70, alla prova del campo ci si trova di fronte ad una versione restaurata del Lecce 93/94 che retrocesse con 11 punti. ANSIA DA PRESTAZIONE

 

 

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