Ciao, sono Morgan

Praticante avvocato del gol. Dal 2015 consigliere comunale fra le fila di maggioranza e 165 preferenze. La vittoria nel dna. Grande soddisfazione in casa Betti per il titolo di cannoniere e il trionfo nella Scarpa d’oro. Nomen omen e Ristorante Pizzeria Happy Days sul Lago di Caldonazzo nel comune di Pergine chiuso per festa. Brindisi, strette di mano e tanti autografi per la Pantegana Bionda aquilotta. Ciuffo liscio, pettinatura impeccabile e sorrisi da pubblicità Dentadent per Guten Morgan Betti. Un bicchiere d’acqua, un pizzico di Lsd e inizia così il viaggio nel meraviglioso mondo del bomber, prima di scendere negli inferi della squadra meno blasonata del panorama calcistico nord-sud-ovest-est. Il giovane Guten Morgan Betti cresce fra le fila del Levico Terme e la Beretti del Trento. Il talento non manca, vede la porta con molta più facilità di certi organi femminili e giunge l’esordio appena sedicenne in Promozione in riva al Lago di Levico. Dopo tre stagioni arriva la chiamata della Fersina Perginese in Promozione. Corre l’annata 2007/2008 e il bomber incontra l’amore a prima vista. Latitudine Prima Categoria, longitudine Povo Scania. La bella: 15 firme e il titolo di cannoniere. La relazione è solida e le 24 gioie consentono a Guten Morgan Betti griffato Villazzano di conquistare la classifica marcatori di Promozione. L’anno successivo il valsuganotto annusa l’aria dell’Eccellenza. Il girone di andata al Salorno è da capogiro. 10 timbrature e la provvisoria maglia rosa nella graduatoria dei goleador. Un caldo dicembre. Le sirene del Trento suonano; difficile rifiutare e Betti scopre lo stadio Briamasco. La Pantegana Bionda contribuisce alla vittoria del campionato di Eccellenza, ma la classifica marcatori sfugge. Quindi la querelle Fattinger e le vicende legate al cartellino fermano il bomberone ai box per sei mesi. Il purosangue del gol riesce solamente in gennaio a calzare la casacca del Porfido Albiano. Poco consumo, ottimo rendimento e ben 8 reti in poche gare. Giramondo. Il treno Betti ferma quindi nuovamente in quel di Salorno, passaggio biennale nel Levico Terme per finire altre due corse a Lavis. Quindi l’ultima stazione. Storia contemporanea e moderna. Aquila Trento, la vittoria in Prima Categoria, le 23 bellezze messe a segno per la Scarpa d’oro e il primo amore che non si scorda mai: il titolo di capocannoniere. Parola al miele di Guten Morgan Betti: “l’Aquila Trento mi ha ridato la linfa necessaria sotto molto aspetti, ma in particolar modo sotto quello umano. Un gruppo che riesce a non prendersi troppo sul serio e ricorda sempre dove si trova. Nel calcio nostrano, ma probabilmente nello sport in generale, questa attitudine può fare la differenza” – continua l’attaccante valsuganotto – “sono estremamente felice per il campionato vinto e la vittoria sul Telve che ci ha consegnato il titolo. Credo che sia stata la gioia sportiva più grande che abbia provato. La classifica cannonieri è solamente un tassello e ringrazio tantissimo la squadra, anche quel paracarro di Bazzanella Matteo. La Scarpa d’oro, pur essendo molto gratificante, non è equiparabile infatti alla vittoria di gruppo.”

Curiostà: solo a briscola il top player non vince mai.

foto Archivio AC Aquila Trento (A. Russolo, M. Betti)

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